Mobbing dal basso, la storia di Chiara N.

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Quando il mobbing dal basso diventa un problema per i superiori

Quello che ci racconta Chiara non è poi una cosa così fuori del comune, spesso infatti il mobbing si genera anche dal basso. Questo particolare tipo di vessazione viene chiamata mobbing ascendente.

L’insubordinazione dei sottoposto può destabilizzare l’autorità di un dirigente e di conseguenza anche la sua autorità viene a mancare.

Un luogo di lavoro che perde l’autorità di un capo diviene ingestibile e i dipendenti possono pensare di essere liberi dal sottostare agli ordini ricevuti creando una situazione che danneggia fortemente tutto il sistema di gestione interno creando danni irreparabili per l’azienda (qualche tempo fa abbiamo parlato di come il mobbing influisce sui costi aziendali)

“Sono la direttrice di una struttura residenziale per anziani. Ho molta difficoltà con una figura, la coordinatrice, comunque sottoposta ma che vuole agire con molta autonomia e spesso non risponde alle mie richieste.

Non voglio aprire una situazione conflittuale ma penso che l’unico sistema sia quello di agire con ordini di servizio che se non rispettati possono dar luogo a provvedimento disciplinare. Fare così però vuol dire rovinare del tutto i rapporti. La struttura è privata, c’è un cda ed un presidente, legale rappresentante che magari non vogliono che faccia ciò. Ho 30 anni di servizio a 38 0re settimanali , con una maternità normale come assenza, la coordinatrice invece ha 11 anni di servizio con assenza per tre maternità fin dal primo mese e assente anche per aspettativa.

Io gestisco direttamente meno persone: tre impiegate , 5 professionisti, 2 manutentori e gestisco i rapporti con la responsabile dei  servizi appaltati e ciè’ cucina e pulizie, gestisco i rapporti con tutti i fornitori, con il cda, con l’ulss,  nell’organigramma il coordinatore è un mio subalterno. Lei gestisce  i servizi assistenziali ed infermieristici circa 35 persone.

Io non ho particolari particolari problemi con il personale alle mie dirette dipendenze. Lei invece ha avuto problemi con alcune dipendenti che si sono anche licenziate e sono venute da me a riferire la situazione perchè, comunque, sono io a ricevere le dimissioni inoltre sottoscrivo i contratti con tutto il personale e prendo eventuali provvedimenti disciplinari anche su situazioni segnalate dalla stessa coordinatrice.

Come direttrice ho consegnato una linea guida sulle informazioni che il coordinamento dovrebbe darmi sia rispetto alla gestione degli orari e delle presenze del personale, sia rispetto alle problematiche sulla gestione degli ospiti (es.reclami). Purtroppo non vengo mai informata su quanto richiesto e le eventuali informazioni mi arrivano casualmente e attraverso altri canali.

Altro esempio, la coordinatrice dovrebbe indossare certi DPI (es. calzature) ma nonostante il regolamento interno devo rinnovarle continuamente l’invito a farlo altrimenti non userebbe i mezzi di protezione individuale.

Nella gestione del personale dovrebbe rispettare regole già formalizzate come ad esempio nella programmazione delle ferie ma lei sta adottando un suo sistema senza avvalersi dell’autorizzazione della direzione e quando le invio le comunicazioni interne via email lei non le legge dicendo che non ha tempo.

Come mi devo comportare per non soccombere?”

 

A Chiara consigliamo di portare a conoscenza tutto il cda della situazione in cui si trova così da poter prendere delle decisioni (ed eventualmente dei provvedimenti disciplinari) in accordo con tutta la direzione e di segnalare anche l’esperienza di tutte quelle dipendenti che si sono licenziate a causa di un cattivo comportamento da parte della coordinatrice.

In secondo luogo potrebbe essere d’aiuto provare a coinvolgere di più la coordinatrice aumentando i contatti e le gratificazioni verbali cercando di farla sentire più una collega che una “rivale”. In questo modo avrebbe la possibilità di migliorare l’ambiente di lavoro e viverlo più serenamente.

Parallelamente potrebbe chiedere consulenza ad uno psicologo del lavoro che saprà sicuramente darle le giuste indicazioni sulle azioni da seguire per stabilizzare e riprendere il controllo della situazione.

 

Se vuoi raccontare anche tu la tua storia di ingiustizia subita sul lavoro clicca qui

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